Organizzazione e processi

Prima di automatizzare, fermiamoci a osservare.

Quando un'attività richiede troppo tempo, la prima idea può essere automatizzarla. Noi preferiamo iniziare ricostruendo perché esiste e come si collega al resto del lavoro.

Il processo scritto e quello reale

Una procedura racconta il percorso previsto. Per capire il lavoro quotidiano chiediamo alle persone di mostrarci anche i passaggi informali: il file aggiuntivo, la verifica ripetuta, l'email necessaria per sbloccare un'approvazione.

Questi dettagli permettono di formulare domande precise. Quale informazione manca? Chi decide? Perché lo stesso dato viene inserito più volte? Quali eccezioni si ripetono con regolarità?

Separare le cause dai sintomi

L'attesa in un punto del processo può dipendere da ciò che succede molto prima. Una richiesta incompleta, una responsabilità ambigua o un criterio non condiviso possono generare rilavorazioni successive.

Mettiamo in relazione le evidenze e discutiamo le ipotesi con chi lavora nel processo. L'obiettivo è individuare una causa su cui si possa intervenire, insieme a un modo per verificare il cambiamento.

Semplificare, poi scegliere la tecnologia

A volte il primo intervento è chiarire una responsabilità, eliminare una duplicazione o rendere disponibile un'informazione. In altri casi ha senso introdurre un'automazione o sperimentare un'applicazione AI.

Scegliamo la soluzione in funzione del problema e del contesto. Definiamo chi la userà, chi la manterrà e come gestire le eccezioni. Sono domande operative che devono trovare risposta durante il disegno.

Verificare nel lavoro quotidiano

Il processo ridisegnato va messo alla prova. Concordiamo indicatori coerenti con l'obiettivo, raccogliamo le osservazioni delle persone e valutiamo ciò che emerge nell'uso.

Per noi una consegna utile lascia all'impresa un modo più chiaro di lavorare e gli strumenti per continuare a migliorarlo.

DAL PENSIERO ALLA PRATICA

Efficientamento dei processi

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